Le caratteristiche idraulico-irrigue dei consorzi piemontesi

Sul territorio piemontese operano numerosi enti Irrigui di dimensioni estremamente variabili: dal piccolo Ossolano Irrigazione (2.000 ha) all’Associazione Irrigazione Est Sesia (330.000 ha), ente interregionale, parte notevole del cui comprensorio ricade in Lombardia.

Nella pianura risicola (provincie di Vercelli, Novara, Biella e Alessandria) operano numerosi Consorzi, i più estesi dei quali sono l’Associazione Irrigazione Est Sesia di Novara, l’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia e il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese, entrambi di Vercelli.

Le fonti di approvvigionamento principali sono costituite dai fiumi Po, Dora Baltea, Sesia e Ticino.

Nel Piemonte settentrionale si trovano 3 Comprensori di più modeste dimensioni:

  • l’Angiono Foglietti, con caratteristiche agricole e irrigue molto particolari (acqua totalmente sollevata dalla Dora Baltea e coltivazioni frutticole e orticole diffuse)
  • il Canavese e più in generale tutto ciò che sta intorno all’utilizzo di acqua in sponda destra della Dora Baltea;
  • le Valli di Lanzo.

Nel Piemonte settentrionale e orientale coesistono quindi realtà ancora frazionate costituite da numerosi piccoli Consorzi di I grado e grandi comprensori dove l’organizzazione dell’irrigazione è stata fortemente condizionata dalla presenza della risaia. Questi ultimi si sono formati già a partire dalla seconda metà dell’800, arrivando ora a gestire ed utilizzare, soprattutto attraverso il sistema dei Canali Cavour, portate complessive superiori ai 500 m3/s.

Nella pianura alessandrino-tortonese insistono 3 enti nella Provincia di Alessandria alla quale è stato aggiunto, per affinità geomorfologiche e colturali, un ente nella Provincia di Cuneo. L’area è caratterizzata dagli apporti pluviometrici e dall’apporto dei corsi d’acqua di origine appenninica, Scrivia e Curone oltre a Tanaro e il Bormida. I sistemi di irrigazione sono prevalentemente a scorrimento (53%) e aspersione (47%) che permettono l’irrigazione di mais e di una discreta varietà di colture, con 48 fonti, soprattutto prese da fiume (56%) e da falda (23%).

L’area Torinese – nella quale è inclusa l’intera provincia di Torino, parte della provincia di Asti e la porzione a Nord-Est del Cuneese – è particolarmente ricca dal punto di vista idrografico: oltre al Po, vi scorrono i fiumi Dora Baltea, Pellice, Chiosola, Sangone, Dora  Riparia, Stura di Lanzo, Malone e Orco. Gli 11 enti irrigui che gestiscono l’irrigazione nella zona sono, prevalentemente, piccoli e dislocati in territorio montano. Può essere incluso in questa zona anche l’Ente Ossolano irrigazione, sebbene geograficamente collocato nella zona più a Nord-Est del Piemonte, in Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Dall’analisi delle colture irrigue emerge la forte caratterizzazione montana di quest’area. Tra i sistemi di irrigazione utilizzati prevale nettamente lo scorrimento (96%). Questa zona è dotata di un grande serbatoio naturale d’acqua, grazie alle abbondanti precipitazioni tipiche delle aree montane; significativa risulta, inoltre, la presenza in pianura di fontanili, soprattutto nella zona a sinistra del Pellice. Le acque ad uso irriguo provengono da ben 610 fonti, di cui il 61% è rappresentato da captazioni da fiume, con una portata concessa per uso irriguo corrispondente al 98% circa delle portate totali concesse.

L’area del Cuneese, nella porzione più a Sud-Ovest della regione, ricade per la maggior parte nella pianura tra Cuneo, Fossano e Savigliano, fino ai confini della pianura torinese. Oltre al fiume Po e ai suoi affluenti di destra (torrenti Varaita e Maira) vi scorrono il torrente Grana, il fiume Tanaro. Nel Cuneese operano 16 consorzi, tutti di piccole dimensioni, il più vasto è l’Aggregazione Consorzi Irrigui Sinistra Stura di Demonte (ACISS), con una superficie attrezzata di poco inferiore agli 80.000 ha.

L’approvvigionamento irriguo della zona avviene per lo più da torrenti, pozzi e piccoli invasi collinari caratterizzati da un numero elevato di fonti (734), 35% prese da fiume e 33% captazioni da falda. La presenza di diversi pozzi aziendali denota la forma autonoma dell’approvvigionamento idrico in questa zona, che si affianca all’attività dei Consorzi irrigui.