Coutenza del Canale Carlo Alberto

Sede legale

Via Trotti, 69
15121 ALESSENDRIA

Contatti

0131 254883
coutenza.carloalberto@pec.it

Il Canale Carlo Alberto si sviluppa dall’imbocco nella Chiavica di Cassine, situata sulla sponda sinistra del torrente Bormida, allo sbocco presso la località Casalbagliano di Alessandria, lungo la sponda destra nel fiume Tanaro, percorrendo 21,115 chilometri nella pianura compresa tra l’ultimo tratto del Bormida e la sua foce nel Tanaro. Attraversa la pianura pedecollinare compresa nei territori amministrativi di Cassine, Sezzadio, Gamalero, Frascaro, Borgoratto, Castellazzo Bormida, Alessandria. Lo stato attuale corrisponde al progetto carloalbertino fino alla località Spandonara, nella quale si innesta la deviazione realizzata negli anni 1931-1934 per spostare lo sbocco a monte della città. Lo stato di conservazione del tratto corrispondente al progetto carloalbertino è nel complesso buono. Se ne mantiene, nell’uso e nei caratteri storici connotativi, la quasi totalità dei manufatti. Risalgono alla costruzione carloalbertina: la chiusa sul Bormida (ricostruita nel secondo Novecento sul medesimo sedime); l’edificio di presa a Cassine (con le relative pertinenze); la Chiavica di San Pietro; 32 ponti di cui 16 ponti canale; 4 bocchelli; tre opere di sbarramento (Frascaro, Cantalupo, Spandonara); lo scaricatore Rasoio; il mulino del Cervino e il Mulino della Zerba (entrambi ampliatisi, nel corso del Novecento, dal nucleo principale).

Lungo l’asta del canale sono situati quattro salti di oltre tre metri di dislivello (il salto del Cervino, il salto della Zerba, il salto di Cantalupo, il salto della Spandonara). A seguito della deviazione del 1934, si perde il tronco cittadino comprendente il salto di Piazza d’Armi, sostituito dal tronco nuovo, dove si trovano, a breve distanza dalla foce, i due “salti della Monaca”.
Le opere di presa per l’irrigazione sono cresciute di numero, dalla seconda metà dell’Ottocento, fino a contare, entro la prima metà del Novecento, una quarantina di derivazioni, per la maggior parte bocche a gravità tassate con il sistema modulare.
L‘irrigazione viene attualmente effettuata prevalentemente pompando l’acqua dalla superficie del canale, modalità che dalla metà del Novecento si affianca al tradizionale strumento della bocca tassata.
La pendenza longitudinale del canale permane, secondo il progetto originale, di 6 cm su 100 metri nel primo tronco (dalla presa al Mulino del Cervino), mentre diminuisce a 3 cm su 100 metri nel restante tratto. L’alveo ha una larghezza media di 5 metri ed una profondità variabile dai due ai sette metri. La portata teorica massima corrisponde a 4.600 litri/secondo, mentre la media storica è di 2.600 litri/secondo (con minimo di 1000 litri/secondo).
Attualmente il bacino irriguo si estende per 5.724 ettari, secondo un calcolo teorico che comprende tutte le superfici a coltura irrigabili con derivazione diretta.

L’interesse storico del Canale Carlo Alberto deriva, tra le prime considerazioni, dalla precocità dell’iniziativa rispetto agli sviluppi post-unitari della rete d’irrigazione piemontese, laddove il sistema dei Canali Cavour costituisce l’opera più complessa e incisiva per l’agricoltura. La peculiarità locale, riferita alla zona alessandrina, è la varietà di destinazione dell’opera, mirata, già negli intenti dell’iniziativa, sia all’irrigazione, sia alla produzione di forza motrice, sia all’uso civico. Si tratta di obiettivi, sostenuti dall’imprenditoria locale, che si allineano alle iniziative di riforma promosse nel regno sabaudo a partire dal 1832 (anno dell’abolizione dei dazi sul grano), nell’ambito delle riforme del commercio e dell’agricoltura negli stati sardi. Il suo percorso attraversa una zona agricola prevalentemente pianeggiante con altimetrie medie che non superano i 122 metri sul livello del mare (quota riscontrabile proprio all’origine del canale presso la Chiavica di Cassine). Le colture che maggiormente beneficiano dell’apporto irriguo sono il mais, il pomodoro da industria, il nocciolo, ed altre colture ortive minori.

Organi

  • Presidente Pietro Carlo Mandrilli
  • Direttore Fabio Fracchia

Comprensorio

Cassine, Sezzadio, Gamalero, Frascaro, Borgoratto, Castellazzo Bomida, Alessandria